Italiano English

Il Museo dei Gremi

Il nuovo Museo dei Gremi e dei Candelieri si trova nel cuore del centro storico, nei locali dell’ex scuola di S. Apollinare. La struttura, un palazzetto dalla pregevole architettura ottocentesca, è stata offerta in comodato d'uso gratuito dall'Amministrazione Comunale all'Intergremio ''Città di Sassari'' a partire dal 2007. Il Museo è in corso di costituzione e in futuro renderà accessibile ai sassaresi il patrimonio documentale ed archivistico di proprietà delle antiche Corporazioni. Le sale al piano terra del palazzo ospitano già un’esposizione permanente di stampe fotografiche in bianco e nero firmate dal fotografo Antonio Mannu, realizzate dal 1992 al 2003.


L’ASSOCIAZIONE “CITTA’ DELLE FESTE CON MACCHINE A SPALLA”

Gubbio - La corsa dei ceri
Risale al 2006 il progetto di collegare in un grande circuito culturale le città italiane in cui si svolgono le storiche processioni con macchine a spalla. Oltre a Sassari, con i suoi Candelieri, si tratta di Gubbio, con la Corsa dei Ceri, Nola (Napoli), con la Festa dei Gigli in onore di San Paolino, Viterbo con la Macchina di Santa Rosa e Palmi (Reggio Calabria), con la sua “Varia”.
A tutte queste feste è riconosciuto un elevato interesse di tipo etno-antropologico, storico e religioso. Molte di queste città, lontane geograficamente ma unite da tradizioni simili, già da diversi anni avevano avviato un interscambio, ma il vero sodalizio è nato il 30 giugno 2006, quando gli amministratori dei primi cinque Comuni hanno firmato il protocollo di intesa. Esso ha una durata di dieci anni ed è finalizzato ad avviare dei progetti di sviluppo e di promozione economica che coinvolgano l’ambito scolastico, le attività artigianali e turistiche, nonché a diffondere la conoscenza in campo nazionale ed internazionale di eventi che spesso sono poco noti ai circuiti turistici tradizionali.
Sassari aveva già ufficializzato il gemellaggio con la città di Gubbio il 13 Maggio 2002. Il gemellaggio era nato grazie all’iniziativa di alcuni sassaresi, in seguito ad una loro visita alla città eugubina. Gubbio in effetti conserva una manifestazione religiosa che presenta, più ancora degli altri tre Comuni, singolari analogie con la Faradda: dalle Corporazioni cittadine, che sono le vere protagoniste della manifestazione, ai Ceri, macchine di legno che vengono trasportate nelle vie della città fino alla chiesa del Patrono Sant’Ubaldo, al quale i Ceri vengono offerti. Simile è anche l’entusiasmo e il coinvolgimento popolare durante le manifestazioni dei Ceraioli e dei Gremianti. Per saperne di più si può vedere il volume Ceri Candelieri - Gubbio Sassari, due città in festa, Edizioni ARTEMU, S. Teresa di Gallura, 2002, pubblicato con la collaborazione dei due Comuni e dell’Intergremio di Sassari.

Vedi i siti delle sette citta' delle Feste con Macchine a Spalla:
- Gubbio, Corsa dei Ceri
- Viterbo, Macchina di Santa Rosa
- Nola, Festa dei Gigli
- Palmi, la Varia


Il concorso “Una vetrina per i candelieri”

Un concorso strettamente legato all’appuntamento della Faradda è quello che mette a confronto la creatività degli operatori commerciali cittadini.
Nel 2008 il concorso, bandito dall’Amministrazione Comunale in collaborazione con la Confcommercio e la Confesercenti, è approdato alla terza edizione, continuando a suscitare interesse e curiosità tra i sassaresi.
I negozianti del centro ogni anno mettono in vetrina delle fantasiose elaborazioni sul tema dei Candelieri e dei Gremi, con allestimenti più o meno estrosi ed eleganti. Una giuria qualificata, composta da due rappresentanti dell’Amministrazione, da un rappresentante delle associazioni di categoria, da un rappresentante dell’Intergremio e da un esperto della storia e della cultura sassarese, attribuisce il premio alla vetrina più bella dedicata alla “Festa Manna”, secondo alcuni criteri che comprendono: tradizione, storia, spirito religioso e armonia nell’esposizione.
La manifestazione è cresciuta negli anni per partecipazione: se nel 2006 aderirono all’iniziativa circa una ventina di commercianti, nel 2007 il loro numero è salito a 56, con 40 allestimenti. Nelle precedenti edizioni il primo premio è andato al negozio di abbigliamento “Delia Boutique”, di Delia Simula in via Roma, e al negozio “Intimo” di Maria Laura Delogu in via Brigata Sassari n. 45. La cerimonia di premiazione si svolge alcuni giorni prima della discesa dei Candelieri, nel cortile del Palazzo Ducale.


Il proverbio


Il BraciereFàrani li candareri, affora li brasgéri!

La festa dei Candelieri segnava il declinare dell’Estate e l’approssimarsi di un clima più rigido. Candeliere dunque faceva rima con braciere. I bracieri di ottone, che costituivano l’unico sistema di riscaldamento casalingo, erano generalmente provvisti de “lu diàuru”, un cilindro di latta che, sistemato al di sopra del braciere, agevolava la combustione del carbone e favoriva così il tiraggio dell’aria.


Il francobollo
Il francobollo
In occasione della Faradda del 1988 il Ministero delle Poste e Telecomunicazioni emise un francobollo ordinario dedicato alla festa sassarese, appartenente alla serie tematica “Il folclore italiano”.
Il francobollo era stato promosso da Carlo Antero Sanna e dall’Associazione Arte Cultura e Società; il valore era di 550 lire ed ebbe una tiratura di 4 milioni di esemplari.

La vignetta, in quadricromia, venne eseguita da Antonello Ciaburro, bozzettista del Centro Filatelico dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. L’illustrazione è gradevole, ma ad osservarla con un po’ di pignoleria, come in un gioco del tipo “Scopri l’errore”, si noterà che essa riproduce liberamente il Candeliere in stile Impero dei Sarti privo però della fiamma e provvisto invece di capitello e di corona con bandiere come gli altri Candelieri.


Il Piatto della Festha Manna

Quale era in passato “il” piatto per eccellenza della festa dei Candelieri? Ciccioni? Tattaréu d’agnoni? Ziminu? I cultori delle tradizioni gastronomiche della ziddài non avrebbero dubbi: lu coccoi a pienu.
Coccoi a pienu
I lumaconi ripieni, che restano tuttora uno dei piatti più prelibati per il palato dei sassaresi, fino a ieri venivano preparati soprattutto in occasione delle festività cittadine, e su tutte quella dei Candelieri, solennità che si concludeva sempre con una grande “mangiata”.
I lumaconi si potevano raccogliere già durante i primi temporali di agosto.
I sassaresi però preferivano acquistarli comodamente dai giuggagiori, i venditori dei paesi vicini, soprattutto sorsesi e sennoresi, che, come ci informa Vittorio Angius, ne portavano in città «grandissima copia».

Gino Bottiglioni, illustre glottologo che insegnò a Sassari nel primo dopoguerra, nel descrivere la Festha Manna ci ricorda che nella serata del 14 agosto in Piazza Santa Maria era possibile gustare lu coccoidu a pienu, probabilmente perché gli ambulanti offrivano nelle loro bancarelle questo piatto già pronto.

La preparazione del piatto è semplice: una volta spurgati con il sale per quindici minuti, i lumaconi devono essere bolliti. Quindi si prepara un ripieno a base di uova sbattute, formaggio, pane grattugiato e sugo di pomodoro. Una volta guarniti con il ripieno, i lumaconi vengono posti ordinatamente in una teglia cosparsa di sugo, ben assentaddi “a testa in alto” l’uno accanto all’altro, e quindi rimessi al forno fino a che siano dorati.


La suoneria del telefonino


Uno dei brani del repertorio tradizionale dei Candelieri, eseguito dal suonatore di piffaru del Gremio dei Viandanti, registrato da un anonimo durante la Faradda, è stato adottato come suoneria dei telefoni cellulari e per alcuni anni ha spopolato tra i giovani sassaresi.

Scarica Scarica la suoneria per il tuo telefonino



Sassari - 14 Agosto
Curiosità
Iniziativa   |   Links   |   Contatti