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Fabbri
Il Gremio dei Fabbri ed Affini è stato ammesso a partecipare alla Faradda col proprio Candeliere soltanto dal 2007, in seguito al pronunciamento di una commissione di storici ed esperti: questi ultimi lo hanno ritenuto degno di essere aggregato agli altri nove Gremi di Candeliere in virtù della sua lunga e prestigiosa storia e di altri significativi requisiti. Nei quattro anni precedenti (2003-2006) i suoi membri sfilavano con il solo stendardo portato a mano dall'Operaio Maggiore.
Il Gremio è il primo a sfilare e l'ultimo ad entrare in chiesa. Il Santo patrono del Gremio è Sant'Eligio (Sant'Alò), che viene festeggiato il 1° Dicembre con l'elezione dell'Operaio Maggiore e la solenne Processione, ed il 25 Giugno con la festa piccola e l'elezione dell'Operaio Minore. La sua cappella (dove il Gremio esercitava il diritto di ius sepeliendi) ha sede nella Cattedrale dal 1515, anno in cui il Gremio abbandonò la chiesetta di Sant'Eligio fuori le mura. Quest'ultima chiesa, di proprietà del Gremio, rimase in uso sino alla seconda metà del sec. XIX; al suo interno, oltre alle riunioni, si svolgeva il rito del sorteggio nel giorno del Corpus Domini.
Quello dei Fabbri (Frairaggi) è il Gremio che vanta lo statuto più antico (1521); le ordinanze furono rinnovate nel 1561 e nel 1760. Il gremio era l'unico ad esercitare il diritto di prima messa, la quale veniva celebrata da un sacerdote figlio di Fabbro.
I soci della corporazione erano numerosi e molto apprezzati perchè rendevano un importante servizio alla città con lavori pregevoli quali cancelli e mezze lune di portoni, inferriate ed eleganti balconi che ancora oggi fanno bella mostra di sé nelle vie del centro cittadino.

Il Candeliere è di colore rosso (tinta che evoca il fuoco col quale il fabbro forgia il ferro), con fregi dorati. Sulla parte posteriore del fusto e sul capitello sono raffigurati i simboli del mestiere: l'incudine, il martello ed il compasso. Nella parte anteriore invece è dipinto il Vescovo S. Eligio entro una cornice di fregi color oro. Nelle quattro facce della base è raffigurata una torre, simbolo della città di Sassari, sorvegliata da due grifoni rampanti. Diversamente dagli altri Candelieri, esso rimane addobbato per la festa sino al termine della festività di Sant'Eligio. Il Candeliere è stato offerto al Gremio dai fratelli Gianfranco e Luigi Poddighe; le pitture, i bassorilievi e le decorazioni si devono al Prof. Michele Cossu.

Lo stendardo è di colore cremisi e al centro vi è raffigurato ancora il patrono Sant'Eligio.

L'abito cerimoniale è di foggia spagnolesca ed è composto di cappa, casacca, bottoniera in damasco nero per gli Eletti e in damasco rosso per i Novizi, camicia alla coreana, pantaloni neri, guanti neri e cappello "alla gesuitica".
 
I gremianti attorno al Candeliere L'Arcivescovo Paolo Atzei benedice il Candeliere (S. Nicola, 2 dicembre 2006) Un momento della vestizione del Candeliere (2008) Vestizione del Candeliere (2008) Particolare del capitello, durante la vestizione
Particolare del fusto: sant'Eligio Il piedistallo (particolare) Duomo di San Nicola, il Candeliere nella cappella. Il Candeliere vestito, nella Cappella Particolare della corona
Decorazione in ferro battuto (2009) 18 Luglio 2009: rappresentazione dell'arte del fabbro L'arte del fabbro, in piazza del Comune L'arte dei fabbri, in Piazza del Comune L'arte dei fabbri, in Piazza del Comune
L'arte dei fabbri, in Piazza del Comune
 


Sassari - 14 Agosto
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