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Muratori
L'antico Gremio dei Muratori (li Fabbrigamuri o, negli antichi documenti, Mastros de muru) ha come patrona Santa Maria degli Angeli, che si venera in una cappella nella chiesa di Santa Maria di Betlem (per chi entra nel santuario, la prima a sinistra, abbellita da pregevoli gruppi scultorei e protetta da una cancellata di ferro battuto). Il suo più antico Statuto risale al 1538: vi si legge che del Gremio facevano parte anche Falegnami, Piccapietre, Bottai, Sellai, Barilleros, Carpinteros: tutte le maestranze, cioè, che lavoravano la pietra e il legno, e che spesso - nell'edilizia civile - lavoravano in stretta collaborazione. Nel 1776, col rinnovo dello Statuto, i Muratori assunsero su di sé la carica di Obrieri Maggiori, che prima veniva attribuita alternativamente anche alle altre piccole Corporazioni. Ciò determinò l'abbandono del Gremio da parte di queste ultime. Nel 1802 venne stabilito il nuovo Statuto della Corporazione. Dal 2006 il Gremio, insieme a quello dei Falegnami e dei Piccapietre, ha ricostituito l'antica Confraria di Nuestra Segnora dels Angels.
I muratori celebrano la loro festa maggiore, in onore di Santa Maria degli Angeli, il 2 Agosto, con una messa solenne e una processione di cui si hanno notizie almeno dal 1647. La festa minore, il 22 Luglio, è dedicata a Santa Maria Maddalena.
Durante la processione dei Candelieri, il Gremio dei Muratori alterna di anno in anno il penultimo posto nella sfilata con i Sarti. Un'usanza del Gremio strettamente legata alla Faradda vuole che, giunti alla fine del Corso Vico, i portatori facciano una deviazione del percorso e indirizzino il Candeliere verso uno spiazzo dove sorgeva l'antica Porta Utzeri (oggi Largo Porta Utzeri). Qui essi eseguono due rotazioni: un rito simbolico, che viene motivato col fatto che da questa Porta la peste sarebbe entrata in città. Il transito del Cero votivo in questo punto avrebbe dunque il fine di allontanare il morbo o di scongiurare il suo ingresso dalle mura cittadine.

Il Candeliere è stato restaurato alcuni anni fa e, dopo aver eliminato ben sette strati di vernice più recenti, è stata ripristinata l'antica cromia. Il fusto ha rivelato così delle raffigurazioni molto elaborate e vivaci. Su uno sfondo di color verde acqua, arricchito da un'architettura neo-gotica, risaltano tre putti dalla capigliatura a boccoli che recano nelle mani i simboli del mestiere: la squadra, il filo a piombo e la pergamena con il progetto. Il capitello, diviso da lesene, è decorato con alcune statuette di angioletti di stile barocco che evocano la patrona Santa Maria degli Angeli.

Lo stendardo, di color celeste, riporta su un lato la patrona e sull'altro Santa Maria Maddalena.

L'abito dei Parai è costituito da un frac nero con camicia bianca di gala, guanti, papillon neri e una spada con elsa dorata.

Per approfondimenti vedi: M. Porcu Gaias, La Confraternita di nostra Signora degli angeli e l'attività edilizia a Sassari nel XVIII secolo, in Corporazioni, gremi e artigianato tra Spagna e Italia nel Medioevo e nell'Età Moderna, a cura di A. Mattone, Cagliari, AM&D, 2000, pp. 466-499.
 
La cappella del Gremio dei muratori, nella chiesa di Santa Maria Gruppo scultoreo della Madonna degli Angeli, nella cappella del Gremio Antica statua della patrona del Gremio Particolare del Candeliere: il capitello addobbato Particolare del fusto: putto con il filo a piombo
Particolare del fusto: putto con la squadra, simbolo del mestiere
 


Sassari - 14 Agosto
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