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Sarti
I Sarti (in sassarese, li Trapperi) secondo le antiche disposizioni che regolano la Faradda alternano di anno in anno il penultimo posto nella discesa con il Candeliere dei Muratori; in particolare negli anni pari prendono il terzultimo posto, in quelli dispari il penultimo.
Il Gremio dei Sarti e Calzettai mise per iscritto il suo primo Statuto in lingua catalana nel 1532; nel 1597 ottenne dai frati di S. Maria di Betlem una cappella da destinare alla sua patrona, la Madonna di Montserrat (il cui culto ha una chiara origine iberica); il suo altare ligneo è uno tra i più pregevoli di tutta la Provincia. La patrona viene festeggiata nella seconda Domenica di Settembre, mentre la festa minore del Gremio, in onore del compatrono Sant'Omobono, si celebra il 13 Novembre. La Confraria possedeva in città diverse botteghe, nelle quali lavoravano anche le donne. Erano detti "sarti dell'arte grezza" coloro che producevano indumenti per i ceti popolari, mentre i "sarti dell'arte gentile" realizzavano abiti di foggia più raffinata che si ispirava alla moda italiana e francese. Il Gremio vantava un consistente patrimonio collettivo (il cosiddetto "tesoro di Monserrato"), ed ottenne per i propri membri lo ius sepeliendi nei sotterranei della propria cappella. Nel corso del XIX secolo il Gremio chiese, senza ottenerlo, l'esonero dalla partecipazione alla Faradda, verso la quale era quasi svanito l'interesse dei suoi membri. Per diversi anni i Sarti furono assenti alla processione; riapparvero però nel 1855.

Il Candeliere dei Sarti, restaurato alcuni anni fa, risale al 1896 e si distingue da tutti gli altri: la sua struttura, infatti, è quella di una colonna in stile Impero divisa in due settori. Il ripiano che separa le due parti è evidenziato da due drappi, ricadenti ai lati, in sontuoso broccato ricamato in oro. La colonna inferiore, di colore verde intenso, presenta in rilievo delle decorazioni vegetali dorate; la parte superiore è fasciata da una spirale di foglie dorate in rilievo. Sulla sommità si trova un braciere, ricordo della fiamma degli antichi ceri votivi, che ogni anno viene preparato da un fuochista e successivamente smontato alla fine della discesa, prima dell'ingresso a Santa Maria. Alla base del braciere è un capitello dorato ai cui angoli sono scolpite quattro teste di montone. Nella parte inferiore della colonna quattro medaglioni riportano le effigi della Madonna col Bambino, di Sant'Omobono, Sant'Antonio e San Gavino.

Lo stendardo attuale è di damasco color giallo oro e vi è raffigurata la Madonna di Montserrat. Il puntale in argento della bandiera raffigura una colomba. Dagli antichi Statuti si apprende però che l'antico stendardo era di seta giallo oro e aveva al centro il simbolo del mestiere, le forbici.

L'abito cerimoniale dei gremianti è composto dal frac nero con camicia bianca, guanti e papillon neri e spada. Il gilet è in broccato giallo oro, in tono con lo stendardo.
 
Il candeliere dei sarti in una foto di inizio '900 Il candeliere dei Sarti in una foto di metà '900 Il Candeliere all'incrocio tra il Corso e via al Carmelo Piazza Castello, il Gremio in un momento di sosta. Il Candeliere dei Sarti
Un momento della vestizione del Candeliere dei Sarti Il Candeliere durante la sua vestizione In Piazza Castello, prima della Faradda La danza dei gremianti Il Candeliere
Il Candeliere e il Gremio Durante la Faradda, in tarda serata I portatori Il Candeliere a Santa Maria, davanti al simulacro dell'Assunta A Santa Maria di Betlem, per lo scioglimento del voto
La statua della Vergine Assunta, a Santa Maria di Betlem La patrona del Gremio, la Madonna di Montserrat La statua della patrona del Gremio, la Madonna di Montserrat
Foto di gruppo del Gremio con i portatori I mini candelieri del gremio dei Sarti La bandiera del Gremio esposta alla finestra del Museo dei Gremi La bandera manna del Gremio Le forbici sono il simbolo della corporazione
 


Sassari - 14 Agosto
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