Piazza Castello
La Discesa dei Candelieri anticamente prendeva il via da lu Pianu, lo spiazzo che si trovava davanti al castello aragonese (il castello venne però abbattuto alla fine dell’Ottocento ed è stato sostituito dalla Caserma Lamarmora). Oggi i Gremi si radunano in quello stesso punto, dal quale, dopo una breve tappa davanti alla Chiesa del Rosario, ha inizio la Faradda. All'incrocio di via Politeama iniziano le danze e le evoluzioni dei grossi ceri al suono del tamburo e del piffero. Quindi i Gremi e i loro Candelieri sfilano tra due ali di folla lungo il Largo Cavallotti, la Piazza Azuni (già Piazza Santa Caterina) e il Corso Vittorio Emanuele.
Palazzo Civico
Una tappa d’obbligo a metà del percorso è il Palazzo Civico, sede dell’antico Municipio (la Ziddài). Qui i Gremi salutano il Sindaco e le altre autorità facendo danzare il Candeliere. Davanti al Palazzo si svolge anche il passaggio di consegne tra il vecchio e il nuovo Obriere dei Massai.
Da questo medesimo punto il Sindaco e gli amministratori cittadini si uniscono al corteo. La sfilata dei Candelieri prosegue fino alla fine del Corso Vittorio Emanuele, quindi transita per Piazza Sant’Antonio e per Corso Vico. Nel tratto tra Corso Vico e Via Gazometro i portatori dei Ceri si soffermano a lungo tra la folla entusiasta per mostrare tutta la loro abilità nel far danzare i Candelieri.
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Santa Maria di Betlem
È questa la tappa finale del corteo dei Candelieri. L’arrivo nella chiesa di Santa Maria di Betlem (o di
Bellé, come si dice in dialetto) avviene ormai a tarda sera: i Gremi e i loro Candelieri, insieme alle autorità cittadine, fanno il loro ingresso nel Santuario per sciogliere il voto. In un’atmosfera più raccolta, gli amministratori cittadini e i rappresentanti dei Gremi baciano i piedi della Vergine Dormiente, come antico omaggio per aver protetto la Città dalla peste.